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Aspetti essenziali

 

Consideriamo le differenti possibilità d’aggressione da coltello, distinguendo due precise situazioni in cui questo possa accadere:
– Il coltello utilizzato in una rissa:
Chi impugna il coltello in questo caso è già determinato ad affondare il colpo e tiene l’arma in continuo movimento, cercando di accorciare la distanza.
– Il coltello utilizzato per minacciare:
Chi impugna il coltello in questo caso lo tiene a brevissima distanza o puntato al corpo della vittima; l’arma è ferma.

In tutto questo dobbiamo considerare che ci si può difendere solo se ci viene data la possibilità di farlo, infatti, se in una rissa vediamo avvicinarsi qualcuno con in mano un coltello potremo posizionarci nella giusta guardia e tenere la giusta distanza pronti a difenderci, ma se costui si avvicina nascondendo l’arma e inaspettatamente    sferra il colpo, la possibilità di difesa non esiste.

Allo stesso modo, se un rapinatore è intenzionato ad ammazzarti lo fa subito, senza darti nessuna possibilità di reazione, si avvicina, ti taglia la gola e “dopo” ti toglie tutto. Chi invece minaccia per farsi consegnare denaro e quant’altro non è intenzionato ad usare il coltello ma, attenzione, è disposto ad usarlo se si sente minacciato da un qualsiasi accenno di reazione.


Il coltello è un’arma micidiale perché non ha bisogno di ampi movimenti per ferire e chi tenta di difendersi da esso deve avere la certezza della perfezione di ogni movimento che compie col proprio corpo, movimenti che si acquisiscono solo con lunghe sedute d’allenamento, seguiti dai maestri che ne correggano ogni più piccola imperfezione.

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